Costruiamo la pace

SPEDIZIONE GRATUITA A PARTIRE DA 59 €
Inserisci BENVENUTO10 nel carrello e avrai uno sconto del 10% sul tuo primo acquisto

Costruiamo la pace

Guerra!

Inaspettata. Assurda.

Incredulità, paura, ansia, incertezza…

Siamo letteralmente travolti da notizie in tempo reale che si sovrappongono a notizie…

Le guerre oggi si combattono e si vivono con “in diretta”.

La cronaca compete con altre cronache nella rincorsa di emozioni il più possibile coinvolgenti e la tragedia diventa spettacolo spettrale. Angosciante.

Pianto di bambini, volti smarriti, lacrime, feriti, case distrutte, violenza… Tutto documentato nei dettagli!

Racconti drammatici si riversano nelle nostre case come uno tsunami e si stampano nei nostri volti preoccupati.

Inutile aggiungere commenti.

Ma i nomi delle piazze e strade che celebrano “grandi condottieri” mi suonano oggi in modo sinistro e penso a come la storia, sempre raccontata dai vincitori, forse non è mai cambiata.

La guerra arriva anche ai nostri bambini.

Immagini? Voci? Volti tesi o preoccupati?

I prezzi che salgono e mettono in difficoltà famiglie cambiano “i toni” delle case?

Ansia.

Help! Il “mondo dei grandi” non sembra più sicuro!!

Che facciamo?

Difendiamo i nostri piccoli!!

Facciamo attenzione ai notiziari ma soprattutto alle immagini.

Dobbiamo sapere che le emozioni catturano e sono estremamente infettive.

Un pianto o un volto ferito in un video ha un impatto forte in un bambino.

E allora ascoltiamo tutto e seguiamo, ovviamente, ma stiamo attenti a cosa entra in casa. Ai nostri volti e a cosa trasmettiamo ai nostri bambini.

Cosa dice la nostra espressione oggi?

Preoccupazione, paura, tensione o affidabilità, sicurezza e serenità?

Mamma e papà sono il “contenitore” dei bambini e la finestra per leggere il mondo.

Se in casa mamma e papà sono sempre uguali, giocano sorridono e tutto scorre in modo prevedibile e sicuro, i bambini sono protetti e restano sereni.

Con i bambini più grandi forse c’è invece da rispondere a domande.

Se hanno bisogno di farcene… Ascoltiamoli!

Come?

Nessun interrogatorio della serie “Dimmi, hai qualche problema? Vuoi raccontarmi qualcosa?” ma solo ascolto.

Creiamo invece momenti in cui “non abbiamo da fare” e abbiamo tempo da dedicare a loro. Tutto per loro.

Siamo lì, vicino, senza far niente, magari a sfogliare il giornale o rammendare un calzino.

“Normalmente mamma è sempre indaffarata! Adesso invece…”

Una mamma ferma che sta lì, disponibile, è una attrazione irresistibile per andarle in braccio!

E allora in questi momenti caldi, intimi, dove abbracci e carezze arricchiscono parole scrivendo significati profondi, possiamo spiegare tutto.

Ma sappiamo che i bisogni dei bambini sono emotivi, non cognitivi!

Per loro non conta troppo “sapere” fatti o “capire” concetti che possono essere raccontati con parole.

Raccontiamoli pure, ma rispondiamo alle ansie e alle tensioni bambine:

“Che ci succede adesso?” “Niente.”

“Mamma e papà ci sono, va tutto bene, non ci minaccia niente, non dobbiamo fare niente di speciale ecc…”

“Stai sereno !”

Certo, per i più grandi è diverso e a loro possiamo spiegare e parlare anche degli orrori della guerra.

Ma con loro possiamo cogliere l’occasione per riflettere sul nostro/loro mondo: un rancore verso un compagno, gelosie o sopraffazioni per piccole cose sono gli stessi semi degli orrori che sembrano lontanissimi!

La pace non è una parola bella o una bandiera colorata da sventolare in una piazza.

È un lavoro profondo, intimo, da costruire dentro per saperla poi cercare e difendere per tutta la vita!

Si inizia da bambini.

dott. Tommaso Montini, pediatra

Ultimi Post

Conosciamo il gusto

Ciao bimbe e bimbi, questo mese parliamo di un senso molto affinato in noi esseri umani…ma ancora di più negli animali: il senso del gusto.

Influenza senza stress

Influenza… Come previsto ha rovinato le vacanze a molti. Come previsto ci stanno angosciando con annunci di epidemie di polmoniti e gravi complicanze. Come previsto

Sono malato, non ho fame!

“Dottore va bene, il bambino ha solo una infezione banale, ma non mangia da tre giorni!” E allora? “Come allora??” “Sto provando in tutti i

Buon 2026, che sia una fiaba

Il 2025 se ne va in punta di piedi, come una storia letta sottovoce prima di dormire. Porta con sé pagine vissute, sogni che hanno